domenica , 5 Dicembre 2021

Minchella o De Santis? Il dopo Ceccano divide e alimenta polemiche

Ebbene sì, al Rally di Ceccano 2014 sembrerebbe che il vincitore sia ancora da decidere, in realtà, nell’ordinario, che sfugge alla volontà umana, la gara ciociara un vincitore lo ha avuto e come. Andrea Minchella, navigato da Cristian Garzuoli, su Peugeot 207 S2000, festeggia la prima vittoria in carriera, un successo atteso già da tempo ma che spesso per sfortuna, eccesiva foga o bravura altrui è sfuggito in altre occasioni. Una vittoria, per il pilota di Cassino, apparsa limpida e meritata, agguantata proprio sull’ultima prova, quando ormai la speranza, nonostante fosse l’ultima a dover “morire” , stava davvero per lasciare il futuro vincitore.
Minchella Vs De Santis
Photo credit: leonardodangelo.com
Per la verità la gara sembrava essere facile “preda” del romano Max Rendina, in coppia con Mario Pizzuti, che su una Ford Fiesta R5 prova dopo prova con costanza e velocità, stava costruendo un buon vantaggio da amministrare poi nel finale. Purtroppo la gara dell’equipaggio mondiale si è fermata sulla P.S. 6 Patrica, causa uscita di strada ma per fortuna senza conseguenze.

Di lì in poi i giochi per il primato si riaprivano seriamente, vittoria che come lo scorso anno sarebbe stata una questione a due, e quei due erano proprio gli stessi protagonisti 2013. Da un lato il vincitore 2013 Graziano De Santis, navigato da Fabrizio Luzzi, su una Fiat Punto Abarth S2000, dall’altro come detto, Andrea Minchella e Cristian Garzuoli, su Peugeot 207 S2000. E’ cosa ormai risaputa nell’ambiente rallistico che tra i due piloti non corra buon sangue, qualche screzio, vittoria, sconfitta e parolina di troppo hanno fomentato un’accesa rivalità, che, per la gioia di chi segue le gare, spesso è sfociata anche in uno scontro cronometrico entusiasmante. Dopo Ceccano 2013, dove Minchella cercò, senza riuscirci, di recuperare nel finale il gap proprio su De Santis, i due hanno avuto modo di rincontrarsi alla Ronde di Pofi, dove fu nuovamente De Santis a spuntarla su Minchella. In quell’occasione, come accaduto al “Ceccano” di quest’anno, fu una foratura sull’ultima prova a spianare la strada al vincitore, leader comunque prima dell’ultimo passaggio. Va detto che alla Ronde di Pofi Graziano De Santis, riuscì con molta maestria a gestire gli attacchi di Minchella, che dovette abbandonare i sogni di vittoria prima per un errore sulla seconda P.S. poi per la foratura finale. D’altro canto bisogna rammentare la disparità tecnica, seppur non eccessiva tra le due vetture utilizzate, infatti la Mitsubishi Lancer Evo IX Gr. N di Minchella negli scontri sopracitati, sulla carta aveva un po’ di gap da recuperare. Storia diversa invece al Rally di Ceccano 2014, i due piloti ciociari si sono presentati al volante di due S2000, ma anche in questo caso la vettura francese (Peugeot 207 S2000), a detta di tutti quelli che l’hanno provata, aveva un qualcosina in più di quella italiana (Fiat Punto S2000).

Nonostante ciò De Santis, driver di Castro dei Volsci, ha saputo farsi rispettare e come, visionando i suoi on-board è emersa una condotta di gara da vero leader, una guida precisa, veloce e anche molto affidabile, insomma un mix perfetto per vincere. Infatti dopo il ritiro di Rendina, era proprio lui ad ereditare la leadership della gara, trovandosi prima dell’ultima prova ad amministrare circa 5” su sul suo acerrimo rivale. Di contro Minchella, non espertissimo sulle vetture S2000, non ha penato il ritorno nella classe regina, confermando nuovamente la sua guida aggressiva, spesso eccessiva ma stavolta efficace. Dai suoi on-board emerge molta cattiveria agonistica, un coraggio da “boia” e un piede destro decisamente pesante. Insomma due grandi piloti che ancora una volta si sono sfidati fino all’ultimo km. Le polemiche nascono dopo l’arrivo, il popolo rallistico ciociaro si divide: da un lato il loro vincitore è colui che non ha vinto per la classifica ma non ha nemmeno perso per proprio demerito, dall’altro “carta canta” e Minchella alla fine della gara risulta il pilota che ha impiegato meno tempo per effettuare le otto P.S. percorse.

C’è chi si concentra sulla sfortuna e le sbavature che hanno rallentato De Santis, infatti alla foratura finale, si aggiunge una partenza in “black out” e in ritardo sulla P.S.5, oltre ad un errore in staccata sulla P.S.7, nel mentre il vincitore sulle prime tre prove ha dovuto fare i conti con il malfunzionamento del freno a mano, lasciando per strada qualche secondo di troppo. Dunque problemi e sbavature che costituiscono episodi di gara rilevanti, ma che in realtà sono parte viva di uno sport adrenalinico anche per questo. Chi vi scrive non si sente nelle condizioni né di arbitrare né di giudicare un “conflitto sportivo” in fin dei conti bello da seguire, ma bisogna pur dare giusto merito al gesto sportivo di entrambi i piloti, a Ceccano 2013 e Pofi onore e merito a Graziano De Santis mentre a Ceccano 2014 gli onori vanno a Minchella. Alla domanda su chi sia migliore tra Minchella o De Santis? Beh ai posteri, o meglio ai Rally, l’ardua sentenza. Per dovere di cronaca un elogio bisogna farlo anche alla prestazione del giovane Daniele Marcoccia che, al debutto su una Renault Clio S1600, ha condotto una gara sempre veloce e al limite giungendo alla fine terzo assoluto.

Alfonso De Pierro

Photo credit: leonardodangelo.com

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