Il rinvio del Rally di Ceccano, sensazioni di uno “straniero”

Per usare una metafora vicina al gioco del poker, potremmo dire che il Rally di Ceccano 2016 ha “foldato”, lasciando il tavolo in cui, per trent’anni di seguito, ha sempre recitato un ruolo da protagonista, dove passione, fascino della notte e agonismo sportivo, sono state le carte vincenti. Quali di questi tre fattori sia venuto meno è difficile capirlo.

Ceccano20130714003123©LDAngelo_02Photo credit: leondardodangelo.com

La passione? Beh, l’ambiente rallistico ciociaro avrà anche i suoi difetti, come tutti del resto, MA l’abnegazione in funzione dei rally non ha eguali, che sia da pilota o semplice spettatore, il popolo ciociaro ama i rally come, forse, nessun altro. Tanta passione da far nascere gare entrate nella mitologia di questo sport, portate avanti da anni, e simboli di località prima sconosciute ai tanti.

Il fascino della notte? Sarà che la terra stia cambiando, tra surriscaldamento terrestre, capovolgimento delle stagioni e cataclismi, ma è difficile credere che da qui a poco non avremo più una notte in cui correre. Pensandoci, sarebbe davvero un dramma per chi ha da poco acquistato le nuovissime fanaliere a Led.

E allora sarà sicuramente l’agonismo sportivo, il fattore che è calato o addirittura mancato. Bah, non scherziamo dai. Avete mai visto un ciociaro prima, dopo e durante la gara? “L’importante è partecipare” è solo inutile retorica. L’importante è dare il massimo, con tutti i rischi e le glorie connesse.

A questo punto un motivo valido per giustificare quel “fold”, forse, non esiste, ma preferisco farmi smentire da chi ne sa più di me. Ecco perché le parole che seguono sono un diario di ricordi ed emozioni, di un appassionato “non-ciociaro”, in cui il Rally di Ceccano è stato emblema di questo sport e ha rappresentato un punto di riferimento per un rallista in erba.

Ceccano20130714005422©LDAngelo_02Photo credit: leondardodangelo.com

Sono cresciuto guardando foto e ascoltando storie di una gara che non si limitava alle sole prove speciali. I primi ricordi sbiaditi sono di alcune notti in bianco per una passione di famiglia che facevo ancora fatica a comprendere, ma che una volta compresa, mi incuriosiva molto, a partire da quegli strani fari che le auto montavano proprio al Rally di Ceccano.

Nelle prime edizioni che ho seguito, durante il sabato che precedeva le famose 00:01, era stranissimo vedere l’inversione delle normali abitudini quotidiane. Scoccata la mezzanotte la gente si risvegliava per la seconda volta.

Ceccano20150712031121©LDAngeloPhoto credit: leondardodangelo.com

Compreso pienamente cosa fossero i rally, a Ceccano si andava per ammirare i più forti piloti di zona e le migliori auto. Dopo le prime gare, ho sognato più volte di potervi partecipare. Volevo capire quanto fosse emozionante guidare in quelle strade buie e tortuose, partire tra ali di folla e flash impazziti, resistere per una notte intera senza sbagliare. Nel 2014 ho realizzato questo sogno, portando a termine la gara e ottenendo, quella che reputo, la mia vittoria di classe più bella. Nemmeno partire a pochi numeri dal pluridecorato Andreucci al Rally di Roma, mi ha emozionato così tanto. Sarà l’aver vissuto sin da bambino le emozioni di questa gara, sarà il fascino della notte e l’immenso calore del pubblico, ma prender parte al Rally di Ceccano, è una di quelle cose che bisogna fare almeno una volta nella propria carriera di pilota amatoriale.

Ecco perché leggere dell’annullamento dell’edizione 2016 mi ha rattristato molto. Un sentimento nostalgico per quell’evento con trent’anni di sfide e generazioni di appassionati che si sono susseguite. E’ vero, con meno gare sembra ci sia una maggiore partecipazione degli equipaggi, a vantaggio dello spettacolo e dell’agonismo, ma la tradizione andrebbe comunque preservata. Al di là delle responsabilità soggettive e della gestione sempre più pessima di questo sport, penso che sia una grave privazione per tutti gli appassionati.

Sperando di integrare l’album dei ricordi con nuove edizioni, non ci resta che attendere il prossimo anno e capire se sia stato un semplice passo a vuoto, oppure il primo di una lunga “passeggiata”.

Arrivederci Ceccano…

Alfonso De Pierro

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma – Antoine-Laurent de Lavoisier”

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4 commenti

  1. ciao
    ho sentito l'”impulso” di dare un contributo a questa notizia.
    La premessa (sarò breve…) è che ho partecipato a quasi tutte le edizioni dalla prima (alla n.10 sono stato omaggiato insieme a V. Speranzini come iscritti a tutte le edizioni fino allora effettuate) a quella del 2003, dove raccolsi un 4. posto con Max Rendina (dopo che un errore sui nuovi tempi imposti ci aveva visto inizialmente 6.), e dove provai l’ebbrezza di vincere la prima e unica p.s. (anche se l’ultima della gara, a posizioni già stabilizzate, ma avete letto chi era il pilota…) degli oltre 100 rally da me disputati.
    Vi risparmio i 100.000 aneddoti/episodi legati alle mie partecipazioni (penso potrei scriverci un libro).
    Tra l’altro ho appeso il casco al chiodo nel 2009, tuttavia da diversi anni curavo la stesura del road-book, pur lasciando allo staff del direttore di gara tante altre incombenze.
    Non ho avuto modo di contattare finora i miei amici ceccanesi, ritengo però che se è maturata questa decisione, probabilmente è giusto così, senza rimpianti e forse un po’ freddamente. Ma nella consapevolezza che un “evento” (come usa dirsi oggi) o si fa bene o non si fa. Dove per “bene” intendo sì con le adeguate risorse e sicurezze non solo finanziarie, ma anche con “il cuore” e la convinzione di poter fare qualcosa di valido, da tutti i punti di vista.
    Vedremo in futuro, come vi chiedete nell’articolo, se sarà stato un anno di pausa, un girare pagina, o se un libro si è chiuso per sempre.
    Io comunque di quel libro ho 100.000 (anzi no, un milione) di ricordi.
    Paolo

    • Grazie per aver condiviso la tua esperienza Paolo, è molto bello leggerti. Sul nostro blog tra le rubriche c’è anche la sezione “Liberi di…” in cui ognuno può inviare articoli o racconti personali sui rally. Se vuoi raccontare qualcosa, ti verrà dato tutto lo spazio che desideri. Per ora grazie dell tuo commento.

  2. buongiorno a tutti ho letto da poco il commento sull’annullamento del 31 rally di ceccanol.Ha pienamente ragione a dire che in sintesi è un fallimento per tutti,soprattutto ce tanto dispiacere per chi come e tanti tanti altri seguivano questo sport.io penso che sia stato anche un fallimento della politica ceccanese e soprattutto di questa attuale amministrazione.Spero che il prossimo anno questa importante manifestazione per CECCANO possa far divertire tanti appassionati come “LO SPERO”.

    • E’ una speranza che condividiamo tutti noi appassionati e tutti coloro che tengono a questa bellissima manifestazione. Grazie per il tuo commento Alessandro.