domenica , 11 Aprile 2021

Il rinvio del Rally di Ceccano, sensazioni di uno “straniero”

Per usare una metafora vicina al gioco del poker, potremmo dire che il Rally di Ceccano 2016 ha “foldato”, lasciando il tavolo in cui, per trent’anni di seguito, ha sempre recitato un ruolo da protagonista, dove passione, fascino della notte e agonismo sportivo, sono state le carte vincenti. Quali di questi tre fattori sia venuto meno è difficile capirlo.

Ceccano20130714003123©LDAngelo_02Photo credit: leondardodangelo.com

La passione? Beh, l’ambiente rallistico ciociaro avrà anche i suoi difetti, come tutti del resto, MA l’abnegazione in funzione dei rally non ha eguali, che sia da pilota o semplice spettatore, il popolo ciociaro ama i rally come, forse, nessun altro. Tanta passione da far nascere gare entrate nella mitologia di questo sport, portate avanti da anni, e simboli di località prima sconosciute ai tanti.

Il fascino della notte? Sarà che la terra stia cambiando, tra surriscaldamento terrestre, capovolgimento delle stagioni e cataclismi, ma è difficile credere che da qui a poco non avremo più una notte in cui correre. Pensandoci, sarebbe davvero un dramma per chi ha da poco acquistato le nuovissime fanaliere a Led.

E allora sarà sicuramente l’agonismo sportivo, il fattore che è calato o addirittura mancato. Bah, non scherziamo dai. Avete mai visto un ciociaro prima, dopo e durante la gara? “L’importante è partecipare” è solo inutile retorica. L’importante è dare il massimo, con tutti i rischi e le glorie connesse.

A questo punto un motivo valido per giustificare quel “fold”, forse, non esiste, ma preferisco farmi smentire da chi ne sa più di me. Ecco perché le parole che seguono sono un diario di ricordi ed emozioni, di un appassionato “non-ciociaro”, in cui il Rally di Ceccano è stato emblema di questo sport e ha rappresentato un punto di riferimento per un rallista in erba.

Ceccano20130714005422©LDAngelo_02Photo credit: leondardodangelo.com

Sono cresciuto guardando foto e ascoltando storie di una gara che non si limitava alle sole prove speciali. I primi ricordi sbiaditi sono di alcune notti in bianco per una passione di famiglia che facevo ancora fatica a comprendere, ma che una volta compresa, mi incuriosiva molto, a partire da quegli strani fari che le auto montavano proprio al Rally di Ceccano.

Nelle prime edizioni che ho seguito, durante il sabato che precedeva le famose 00:01, era stranissimo vedere l’inversione delle normali abitudini quotidiane. Scoccata la mezzanotte la gente si risvegliava per la seconda volta.

Ceccano20150712031121©LDAngeloPhoto credit: leondardodangelo.com

Compreso pienamente cosa fossero i rally, a Ceccano si andava per ammirare i più forti piloti di zona e le migliori auto. Dopo le prime gare, ho sognato più volte di potervi partecipare. Volevo capire quanto fosse emozionante guidare in quelle strade buie e tortuose, partire tra ali di folla e flash impazziti, resistere per una notte intera senza sbagliare. Nel 2014 ho realizzato questo sogno, portando a termine la gara e ottenendo, quella che reputo, la mia vittoria di classe più bella. Nemmeno partire a pochi numeri dal pluridecorato Andreucci al Rally di Roma, mi ha emozionato così tanto. Sarà l’aver vissuto sin da bambino le emozioni di questa gara, sarà il fascino della notte e l’immenso calore del pubblico, ma prender parte al Rally di Ceccano, è una di quelle cose che bisogna fare almeno una volta nella propria carriera di pilota amatoriale.

Ecco perché leggere dell’annullamento dell’edizione 2016 mi ha rattristato molto. Un sentimento nostalgico per quell’evento con trent’anni di sfide e generazioni di appassionati che si sono susseguite. E’ vero, con meno gare sembra ci sia una maggiore partecipazione degli equipaggi, a vantaggio dello spettacolo e dell’agonismo, ma la tradizione andrebbe comunque preservata. Al di là delle responsabilità soggettive e della gestione sempre più pessima di questo sport, penso che sia una grave privazione per tutti gli appassionati.

Sperando di integrare l’album dei ricordi con nuove edizioni, non ci resta che attendere il prossimo anno e capire se sia stato un semplice passo a vuoto, oppure il primo di una lunga “passeggiata”.

Arrivederci Ceccano…

Alfonso De Pierro

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma – Antoine-Laurent de Lavoisier”

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